Crostata con farina integrale e composta di fichi

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Una composta di fichi e rum,per una crostata dal gusto intenso,rustico e un pò antico.Le torte con la farina integrale regalano sempre quel sapore genuino, poco raffinato ma tanto rassicurante.Se poi sono delle golose crostate,allora in un attimo,ci si ritrova nella vecchia casa,dove la mamma infornava il dolce,tra un colletto da inamidare e un calzino da rammendare.Oggi niente buchi da ricucire e ne camicie da imbalsamare,ma una crostata da infornare c’è sempre.Per quella,il tempo,il futuro,non prevede cambiamenti.

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Crostata rustica con composta di susine

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E dopo i fichi,tante susine da smaltire.Non che mi dispiaccia,ma dopo averne mangiate un pò,non si può mica esagerare,soprattutto con le suddette,sappiamo bene che effetti diano.Ok,superiamo l’argomento delicato ed inoltriamoci nei meandri di questa ricetta,che poi di meandri ed anfratti ne ha pochissimi,talmente è semplice e pratica.Di fare la confettura non ne avevo affatto voglia,quindi ho optato per una composta più veloce e meno impegnativa.Ho semplicemente messo le prugne a pezzi con lo zucchero e lasciato cuocere una ventina di minuti,il tempo che si disfino e poi,voilà,della sana e golosa pasta frolla con farina integrale e il gioco è fatto o meglio la crostata è pronta!

Su seguitemi,è uno scherzo da ragazzi 😆 

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Crostata traforata con crema di nocciole

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Un cerchio di pasta frolla sarebbe stata la base,il “sopra”,avrebbe dovuto prendere forma,prima nella mia mente e poi di fatto.Ho preso la mia rotella dentellata e ho ritagliato,seguendo ciò che mi suggerivala mano.Ad un certo punto,tra curve,onde e qualche spigolo,mi son ritrovata una sortadi”rombo ondulato”,quasi mi ricordava uno stemma,un blasone…Ho pensato che la mia pasta frolla fosse un tantino  presuntuosa,volevo quindi,darle nuova vita.Poi mi son detta,che si sarebbe mostrata per quel che era:un’umile pasta burrosa,friabile e che nulla mascondeva.La sua sostanza sarebbe stata visibile a tutti,dai suoi occhietti e stelline,il suo interno straripava.Nessun trucco,nessun inganno,niente apparenza,tutto ciò che sembra è.Una crostata ripiena di tanta e peccaminosa crema di nocciole.

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Crostata con farina integrale di avena e confettura di fragole

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La crostata,un dolce da credenza,fatto di pasta frolla friabile,che sempre si accompagna a creme golose,confetture profumate,frutta in pezzi sormontata da altra frolla o soffici impasti;insomma,farcite ogni volta da squisiti ripieni che vanno ad arricchire in modo sano e delizioso le nostre colazioni o semplici pause pomeridiane.Se penso ad una crostata,mi viene in mente quella classica,decorata in superficie dalle solite striscioline a formare un reticolato e ripiene di marmellate,ma questa volta ho voluto renderla più carina,divertendomi a creare decori con la pasta avanzata.Basta un pizzico di fantasia e anche la crostata più semplice,può diventare vezzosa e tanta vanitosa.Oggi la mia crostata oltre a fare la monella,si è fatta travolgere dall’ultima mia passione,ossia la farina integrale di aveva.Credetemi da un sapore più rustico e intenso,anche grazie all’uso dello zucchero di canna e le crostate,si sa,non sono dolci raffinati,piuttosto,concrete e dal gusto coinvolgente.E questa coinvolge eccome 😉 

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Rustico dolce napoletano

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Oggi,una preparazione che fa parte della tradizione partenopea:il rustico dolce napoletano.E’ sia dolce che salato,perchè il guscio che accoglie il ripieno,è una classica frolla,quindi dolce.Un piacevole contrasto che fa di questo classico,una bontà unica,che saprà sorprendere anche i palati più diffidenti.Di solito viene preparato in tante monoporzioni,negli appositi stampini ovali e trova posto sia in pasticceria che in rosticceria;infatti a qualcuno piace farci colazione,magari sorseggiando poi, anche “nà tazzulell e cafè”.A me sinceramente piace accompagnarlo ad un vinello bianco,ghiacciato e gentile.Insomma è il suo connubio di sapori così contrastanti,a renderlo adatto a qualsiasi circostanza e gusto.Troppo semplice da preparare in casa,regalerà infinita soddisfazione,ve lo garantisco.

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Pastiera di riso

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La festa del papà,riassume i profumi e i sapori della Pasqua.Questi,sembra quasi l’annuncino con l’odore tipico delle zeppole fritte,bignè farciti di crema,odore di arancio e canditi ,la consistenza soffice e candida della ricotta.Non c’è Pasqua che arrivi,senza che abbia fatto la pastiera di riso.Come fosse la sorella più umile di quella di grano,le tende la mano,l’abbraccia e le lascia il posto senza far rumore,ma lasciando una scia altrettanto profumata.E mi piace prepararla per la festa del papà,perchè di solito”loro”amano la pastiera di grano in modo viscerale,quasi come fosse l’emblema delle loro mogli e madri,l’emblema della propria casa,della propria famiglia.Ma dovranno attendere la santa Pasqua per degustarla con ancor più ardore,ecco perchè li accontento con la sorella umile e discreta,ma addobbata e vestita dalla stessa bontà

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CONSIGLIA Panna cotta mango e cocco